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NEWS

PERSONAL TRAINER : IL SAPERE DI UNA PASSIONE !!

Chi siamo? Cosa facciamo? Dove stiamo andando?…..

E adesso…Cosa mangiamo? Perche’? Quando e come il nostro corpo cambia?

Accanto ai grandi interrogativi dell’ermeneutica che da sempre hanno accompagnato il cammino dell ‘uomo nella sua ricerca di piena definizione,improvvisamente compaiono altri interrogativi che ne marcano nuove attenzioni,sensibilita’,derive.

Come un artista che si pone davanti all’attimo da ritrarre,o un fotografo che deve cogliere la situazione perfetta,nel mio lavoro e’indispensabile trovare le prospettive giuste,abbastanza lontane da comprendere una panoramica generale e precisamente vicine per indagarne i dettagli,poiche’prima di”scolpire”dei corpi e’fondamentale inquadrare la persona,attraverso umanita’e professionalita’.

Pertanto ho avvertito come imperativo morale il bisogno di fare il punto su quello che e’diventato un ruolo fondamentale nella vita di molte persone che hanno messo nel podio delle priorita’un percorso sportivo ,di salute e benessere:il personal trainer.Un ruolo che indosso come una seconda pelle e che vivo con un senso di responsabilità costante: ciò implica una rigorosa disciplina nell’organizzazione del mio quotidiano,una competenza sedimentata da un lavoro di studio e ricerca continuo e una capacità di relazione empatica con l’altro,necessaria a stabilire un rapporto di fiducia e  produttivo in termini di risultato fisico e psicologico.

E’fondamentale far capire il confine border line tra sana e lecita aspettativa di volersi sentire in forma e l’ esasperato bisogno di volersi vedere diversi:si chiede al personal trainer “un altro se’”o un se’migliore? Spesso si rivolgono a me persone seriamente confuse riguardo alla sfera fisica e alimentare.Purtroppo  molte palestre con sedicenti”istruttori”contribuiscono ad una maleducazione sportiva determinando l’insorgere di nevrosi, dispercezioni, aspettative inadeguate alla propria struttura fisica,fisime alimentari che rasentano disturbi gravi. Purtroppo la palestra troppo frequentemente restituisce soggetti problematici e angosciati da molteplici problematiche:la carenza di personale idoneo è incisiva nella formazione o distruzione di colui che pratica sport,a livello amatoriale o agonistico.

Istruttori improvvisati,o con brevi percorsi di studio,sufficientemente fisicati da inserirsi scenograficamente nelle palestre nonostante le lacune professionali creano un pubblico di adepti ingenuamente fiducioso:diventano corpi sottoposti ad allenamenti e diete prive di senso e addirittura pericolose.
Un grande tarlo di questa tipologia di istruttori e’il loro essere malati di protagonismo:tarlo estetico e dell anima poiché non consente loro l’umiltà di mettersi in gioco,in ascolto,imparare,confrontarsi per essere davvero in grado di trasmettere qualcosa di significativo.

Mi ritengo il grande protagonista della mia vita.Come figlio,come uomo,padre,professionista,ma il mio non e’un mero atto di protagonismo bensì  un esercizio costante con me stesso che mi fa crescere,toccare dei limiti,infrangerli,scoprirne dei nuovi,restare curioso e determinato nel percorrere appieno la strada che ho di fronte,alla luce di conoscenze acquisite e sulla spinta motivazionale che siamo artefici del nostro massimo potenziale.

Nel momento in cui mi relaziono con persone che hanno bisogno di sviluppare attraverso il mio lavoro un dialogo con il loro corpo,poiche’il mio lavoro si basa sull’ascoltare e sul fare…allora io non sono il protagonista,ma divento il tramite perche’le persone tornino a sentirsi pienamente e fieramente protagoniste nella loro di vita,e non personaggi secondari intrappolati in corpi estranei e disagevoli. Cerco di restituire alle persone la percezione dell’unicita’del loro essere,non un corpo “perfetto”ma il corpo migliore per sentirsi bene nei propri panni..e non sotto mentite spoglie di allenamenti deformanti e diete frustranti.

Altra componente fondamentale nel mio lavoro e’far capire alla persona che vuole intraprendere un percorso di benessere psico-fisico la differenza tra un approccio agonistico e amatoriale. Alcune strutture fisiche,per genetica e molteplici fattori soggettivi,rispondono bene e meglio rispetto ad altre agli stimoli dell’allenamento:tuttavia non sempre la fortuna di una certa recezione fisica e’supportata da un approccio mentale determinato e disciplinato dai parametri agonistici.

Perciò avere gli strumenti per capire il proprio referente e far si che lo stesso comprenda i suoi limiti e potenziali e’una prerogativa importantissima per il personal trainer:consente di stabilire un range nell’ allenamento e nelle aspettative e quindi poi nella qualità di vita dello sportivo.

Le doti del carisma,della comunicativa,della serietà e determinazione indispensabili al personal trainer lo identificano come un buon personal trainer,o un grande personal trainer:servono come strumenti nella navigazione. Da amante del mare e della pesca quale sono di entrambe le situazioni ho imparato e fatto tesoro di qualcosa che poi cerco di far confluire nel mio lavoro:dalla pesca i tempi dell’attesa,che cambiano soggettivamente e sono suscettibili alle variabili circostanziali,la pazienza e perseveranza,l’ ascoltarsi e darsi l’occasione per pensare mentre si sta facendo…Dal mare prendo gli elementi cardine della navigazione:il faro che illumina nella confusione,il timone che mantiene la rotta del proprio obbiettivo da perseguire,l’ ancora e’il momento in cui fermarsi per fare il punto nel porto dei propri risultati.

Il mio ruolo e’intriso di queste componenti:devo saper guidare,mantenere una linea guida,far toccare un risultato.E intanto il mio lavoro si svolge come integrazione e quindi all’ unisono della vita delle persone che si rivolgono a me, perciò non deve essere un fattore destabilizzante o invalidante,ma propedeutico a tracciare un parametro di salute in movimento destinato a durare.

Il mio lavoro consiste nel creare”autonomia”.Sembra un paradosso data la forte sinergia che si crea con le persone che seguo. Aiutandoli a scoprire progressivamente come funzionano svolgendo una corretta attività fisica e una alimentazione equilibrata,di fatto induco una sensazione assolutamente concreta di maggior potere decisionale sulla propria vita.

Nel turbinio delle nevrosi che la società induce riuscire a riconvertirsi alla sacralità dello sport e della sana alimentazione è il baluardo più estremo del sintomo del malfunzionamento dilagante nelle persone

esposte a tutto troppo e male quindi confuse e bisognose di regole sicure.

Sembra impossibile riuscire a mangiare sano e bene. Altrettanto impossibile come il fare sport in modo serio e piacevole. Il corpo è più antico di noi. Il corpo è saggio.Invia segnali,si protegge e attua strategie. Non c’è nulla che ci appartenga di più. Che ci restituisca la pienezza di quello che siamo.Non si tratta di pura enfasi estetica,ma di un’innegabile tensione a volersi bene e volersi vedere e sentire bene.

Quindi prima di”coprirsi”con i vestiti,è importante il curare e amare quello che c’è sotto. IL corpo non e’sopra di noi ma con noi.Io mi sento fautore e portatore di una certa filosofia del corpo,che mai si svincola da parametri etici e morali. Lavorare sul corpo delle persone è quanto di più delicato e complesso possa esistere,esige competenza e rispetto.

Nella giungla del pressappochismo che sono diventate molte palestre,invito coloro che vogliono avvicinarsi al mondo del fitness a non accontentarsi, a saper valutare, ad interrogarsi davvero prima di varcare certe soglie e darsi delle risposte significative per essere in grado di riconoscere contesti e personaggi non idonei e mettersi davvero in gioco in ambienti con strutture e personalità adeguate. Perché  è un gioco serissimo lo sport, che ci  cambia davvero e ci  regala un viaggio costante, dentro e fuori da noi…..

Grandi viaggiatori hanno fatto grandi scoperte. A volte la scoperta più grande torna da dove era nata…Si riscopre di avere un corpo, parte integrante e valore aggiunto .

Spesso osservo i miei clienti guardarsi allo specchio,o li vedo parlare,muoversi,camminare in contesti differenti dalla palestra..e trovo nei loro sguardi e gesti una consapevolezza e sicurezza nuove.Seppur ritrovate. Ecco… se  esiste un miracolo lecito da chiedere e sperare è proprio questo:un miracolo che si struttura molto concretamente nella pratica e nell’ esercizio fisico,che si completa con una corretta alimentazione e igiene di vita. Che poi di fatto e’semplicemente l’applicazione della regola del libero arbitrio:decidere cosa fare e chi essere. La scelta è in ogni momento. Chi sceglie di intraprendere un certo percorso ha già attivato la molla del cambiamento. IL personal trainer ha il dovere di offrire tutta la sua competenza e professionalità affinché questo cambiamento avvenga nei tempi, modi, situazioni migliori tarate nello specifico su ogni soggetto.

Citando un grande,a chiosa di tutto cio’…poiche’nulla muore ma tutto si modifica considero un onore e una responsabilita’enorme

contribuire a quest’arte del cambiamento che passa sul corpo e attraversa tutta la persona. Ringrazio per la fiducia che si ripone nel mio operare che scaturisce sempre da passione e professionalità unite.

Auguro a tutti voi un buonissimo rientro dalle vacanze e una buona e sana meditazione affinché le prossime possano avere un sapore ancora migliore…

 

Marco Lucacci

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